Roma testimonia i suoi ventotto secoli di storia con monumenti che vanno dalla fondazione al periodo paleocristiano, al Medioevo, al Rinascimento, al Barocco, fino all'età moderna e contemporanea. Grande è pertanto il richiamo turistico, specie nel centro storico, per il fascino che emanano gli antichi palazzi, le cupole, le piazze e le fontane. Famosi sono i tramonti che si possono ammirare dalle terrazze del Pincio, del Gianicolo, dell'Aventino e di Monte Mario. Roma è anche nota per le strade piene di eleganti negozi: da Via del Babuino a Via di Ripetta, da Via del Corso a Via Frattina ed a Via Condotti, da Via Veneto con i suoi "caffè" a Piazza di Spagna con la sua celebre scalinata.

Roma itinerari consigliati:

  • I Musei Vaticani

    I Musei Vaticani conservano una delle collezioni di arte più ricche di tutto il mondo. La storia dei Musei Vaticani inizia nel 1198 quando Innocenzo III fa costruire il palazzo papale. Nel 1473 Papa Sisto IV dà inizio ai lavori per la Cappella Sistina; nel corso del XVI secolo si aggiungono il Cortile del Belvedere ad opera del Bramante e inizia a lavorarvi anche Raffaello (nelle Stanze). I musei all'interno furono istituiti nel XVIII secolo (Museo delle Antichità Pagane e Museo Sacro); essi raccolgono testimonianze di arte non solo della cristianità, ma di tutte le culture del mondo. La sezione egizia contiene reperti portati a Roma durante l'età imperiale e riscoperti negli scavi del nostro secolo: statue, mummie e papiri. Uno dei reperti più antichi è la statua in granito di Tuja, madre di Ramesse II, risalente al XIII secolo a.C. Non mancano oggetti di arte etrusca e pre-romana, come i reperti della tomba Regolini-Galassi, rinvenuti nel 1838 presso Cerveteri. Vi sono inoltre vasi greci datati tra il III e il I secolo a.C. L'arte greca e romana è testimoniata nel Museo Pio-Clementino, che conserva copie romane di statue greche, come "L'Apollo del Belvedere", e il "Laocoonte", una delle opere più famose dell'antichità, scoperto nel 1506 sul colle Esquilino. L'arte Medioevale è documentata nel museo Pio-Cristiano fondato da Pio IX nel XIX secolo. Conserva oggetti, iscrizioni e sculture delle catacombe di Roma, e l'opera più famosa è la statua del IV secolo, "Il buon Pastore". Si ricorda anche un'opera significativa del Trecento, il "Trittico Stefaneschi", di Giotto, che un tempo ornava l'altare dell'antica basilica di S. Pietro. Infine da non perdere le Stanze di Raffaello, a ridosso del Cortile del Belvedere, commissionate da Papa Giulio II e che costituivano i suoi appartamenti privati. Le stanze furono iniziate nel 1508 e i lavori durarono sedici anni. Gli affreschi sono una delle testimonianze più autentiche dell'arte rinascimentale, come la "Disputa del Sacramento", che raffigura il trionfo della verità spirituale, o la "Cacciata di Eliodoro al Tempio" che dà il nome a una delle stanze (Stanza Eliodoro, appunto). La Cappella Sistina è la cappella più importante dei Musei Vaticani, e prende il nome da Papa Sisto IV. Michelangelo, Perugino, Botticelli e Ghirlandaio, per citare solo i grandissimi, affrescarono le sue pareti. Dodici dipinti fanno da cornice al famoso "Giudizio Universale", una delle ultime opere di Michelangelo finita nel 1541. Fu commissionata da Papa Paolo III Farnese e rappresenta le anime in attesa del giudizio divino. Da non perdere l'affresco della volta, con temi tratti dal Vecchio Testamento, dalla creazione di Adamo, con la scintilla della vita trasmessa dalle mani, ricche di forza, alla creazione di Eva, al peccato originale, al diluvio universale. Michelangelo affrescò la volta per volere di Papa Giulio III, lavorandovi dal 1508 al 1512.

    Orari apertura Roma Musei Vaticani

    * Orario Ordinario: Lunedì-Sabato e ultima Domenica del mese, 8.45-13.00 ;

    * Orario Luglio-Settembre e periodo pasquale: Lunedì-Venerdì, 8.45-16.00 e sabato 8.45-13.00

    Come Raggiungere Roma Musei Vaticani. Città del Vaticano

    * Autobus n. 23, 81, 492 - Tel: 06/6983333

    * Stazione metropolitana Linea A: Ottaviano oppure Cipro


  • Il Colosseo: 

    L'imperatore Vespasiano, primo dei Flavi, nel 72 d. C. decise di trasformare il laghetto adiacente alla Domus aurea di Nerone in un luogo destinato al divertimento dei romani: fece così costruire il Colosseo, il più grande anfiteatro della città, con 527 metri di circonferenza e 57 metri di altezza. I lavori durarono otto anni, e nell'80 d. C. il Colosseo fu inaugurato da Tito, figlio e successore di Vespasiano. Al suo interno si svolgevano i giochi, spettacoli offerti dall'imperatore per il divertimento dei cittadini. Inizialmente i giochi avevano un significato religioso, per propiziarsi il favore degli dei. In seguito assunsero sempre più importanza: iniziavano con gli animali che eseguivano numeri da circo, poi seguivano i combattimenti dei gladiatori. Se un gladiatore cadeva ferito, la sua sorte era affidata al volere dell'imperatore che, con un semplice gesto, decretava la salvezza o la morte. I primi giochi che inaugurarono il Colosseo durarono cento giorni, mentre quelli che si tennero nel 248 d. C., per celebrare i mille anni di Roma, videro il Colosseo invaso da leoni, elefanti, ippopotami e altri animali africani. I combattimenti tra gladiatori durarono fino al 404 d. C., anno in cui furono vietati dall'imperatore Onofrio, mentre i combattimenti tra bestie feroci scomparvero un secolo dopo. Il nome Colosseo deriva dalla statua (Colosso) di bronzo di Nerone che si ergeva nelle vicinanze, della quale l'unica traccia rimasta sono alcune lastre di travertino che segnano il punto in cui si ergeva. L'anfiteatro aveva forma ellittica; era prevista un'entrata e un palco (podium) riservati all'imperatore, mentre i cittadini entravano dagli 80 archi di ingresso, numerati per permettere un afflusso ordinato. Si calcola che la capienza fosse di 55.000 spettatori. Gli ampi corridoi interni consentivano alla folla di entrare senza problemi fino a pochi minuti prima dello spettacolo. I posti erano disposti per rango sociale su tre gradinate, mentre la quarta e ultima era riservata alle donne, coperta da una terrazza e dotata di sedie in legno. Sotto il Colosseo era un brulicare di passaggi, corridoi e stanze, dove venivano tenuti gli animali. Questi ultimi erano rinchiusi in gabbie, che venivano solitamente tolte dalla facciata per costruire i monumenti rinascimentali. Il Colosseo divenne praticamente una cava, e solo nel 1749, anno in cui Papa Benedetto XIV lo dedicò alla Passione di Cristo, il saccheggio ebbe termine. Tuttavia il decadimento del Colosseo continuò fino al XIX secolo, quando fu completamente ricoperto da erbe di moltissime specie selvatiche (i botanici dell'epoca ne contarono più di quattrocento). Solo nel 1870 ebbero inizio i lavori per restituire il Colosseo ai romani, e nell'ultima decade del secolo scorso si scoprì anche la zona sotterranea. Oggi del Colosseo si possono ammirare in parte le tre arcate di colonne, negli stili dorico (quelle alla base), ionico (al centro) e corinzio (l'ultima), e la zona sotterranea (nella parte interna al centro dell'arena). Il Colosseo, monumento simbolo di Roma, ha lasciato un ricordo vivo in molti artisti e letterati: ritratto in molti dipinti (si ricorda la veduta settecentesca di Antonio Canaletto), ha ispirato anche Lord Byron nella sua permanenza a Roma, che scrisse alcuni dei suoi versi prendendo ispirazione da una vista notturna del Colosseo. La tradizione inoltre suggerisce, dinanzi al Colosseo, di citare la profezia del Venerabile Beda, storico inglese, secondo il quale "quando cadrà il Colosseo cadrà anche Roma, ma quando cadrà Roma, finirà il mondo". 

    Orari apertura Roma Colosseo

    Orario Colosseo:

    * Lun, Mar, Gio, Sab - h:9.00-19.00;

    * Mer, Dom - h: 9.00-13.00;

    * Ingresso a pagamento. È ammesso scattare fotografie.

    Come Raggiungere Roma Colosseo. Direzione Piazza Colosseo

    * Autobus n. 11, 27, 81, 85, 87 - Tel: 06/7004261

    * Stazione metropolitana Linea B: Colosseo


  • San Pietro: 

    San Pietro fu martirizzato nelle persecuzioni ordinate da Nerone dopo l'incendio di Roma, del quale l'imperatore volle addossare la colpa ai cristiani, come pretesto per la loro persecuzione. Pietro morì nel 64 d. C. e Costantino volle edificare una basilica nel luogo in cui era stato sepolto il santo. La prima basilica fu quindi consacrata da Papa Silvestro I nel 326: era costituita da cinque navate e la facciata era abbellita da mosaici. All'interno i fedeli potevano avvicinarsi alla tomba di Pietro conservata in una cripta ("confessione") e vederla tramite una botola. Dal V secolo in poi la basilica fu saccheggiata più volte dai barbari (Alarico nel 410 e Totila nel 546). Rimase comunque la basilica per eccellenza di Roma, tanto che nella notte di Natale dell'800 Carlo Magno vi fu incoronato imperatore. Tuttavia giunti al XV secolo, dopo quasi 1200 anni, la basilica era in condizioni pessime e si resero necessari i restauri. Papa Niccolò V affidò il progetto al Rossellino, ma non fu mai portato a termine. I lavori furono solo di conservazione, fino al 1506, quando il Papa Giulio II affidò a Giuliano da Sangallo e al Bramante il compito di progettare una nuova basilica. Fu approvato il progetto del Bramante che prevedeva una chiesa con una pianta a croce greca. I lavori iniziarono il 18 aprile di quell'anno, ma alla morte del Bramante un nuovo artista era pronto a prenderne il posto: Michelangelo. Tuttavia, prima che gli fosse affidata la direzione dei lavori, inizialmente Raffaello, poi Giuliano da Sangallo, parteciparono alla vivace discussione sul futuro della basilica. In particolare i due artisti volevano riportare la pianta della chiesa alla croce latina. Michelangelo assunse l'incarico di continuare il progetto nel 1547 da Papa Paolo III. Egli tornò alla versione con la pianta greca, ma progettò una nuova cupola, imponente e maestosa. Alla morte di Michelangelo, avvenuta nel 1564, la cupola non era ancora finita; il progetto fu portato a termine da Giacomo della Porta e da Domenico Fontana. Nel 1606 la pianta della basilica fu definitivamente adattata allo schema latino per volere di Papa Paolo V, che affidò a Carlo Maderno la rifinitura della facciata. Finalmente nel 1626 fu consacrata la nuova basilica di S. Pietro, e nel 1629 gli ultimi lavori furono affidati al Bernini: in 120 anni quindi si espressero in questa basilica i massimi esponenti di Rinascimento e Barocco, alternandosi alla guida dieci artisti, sotto la protezione di 20 papi. Le cifre sbalorditive che misurano lo spazio occupato dalla basilica danno solo una vaga idea della maestosità e imponenza di S. Pietro: è lunga 187 metri, presenta 11 cappelle, 45 altari, oltre 450 statue, 500 colonne e può contenere fino a 60.000 persone. Le navate laterali misurano 76 metri e convergono sull'altare, situato al centro sotto il Baldacchino del Bernini, sovrastato dalla cupola, alta 132,5 metri. Alcuni riferimenti sul pavimento indicano le dimensioni delle altre cattedrali del mondo. Prima di entrare nella basilica, si può ammirare il portico, realizzato, come la facciata, da Carlo Maderno. La porta della Morte è di Giacomo Manzù (1964). La facciata alta 45 metri e larga 115 è affiancata dalle statue di Pietro e Paolo (XIX secolo). Entrando a destra si nota subito la Cappella della Pietà, ove è conservato il celebre gruppo della Pietà di Michelangelo, che l'artista scolpì a 25 anni nel 1499. La perfezione delle forme la rende una dei capolavori dell'arte di tutti i tempi. Fu commissionata da un cardinale francese e poiché la grandezza di Michelangelo, benché così giovane, cominciava a risultare palese, l'invidia dei suoi contemporanei aveva fatto spargere la voce che l'opera non fosse sua. Infuriato, Michelangelo decise di firmare l'opera incidendo il suo nome sul manto della Vergine: è l'unica opera che il grande artista firmò. Vicino alla Pietà si possono osservare due monumenti funebri, di Cristina di Svezia e di Matilde di Toscana, il primo di G. Theodon su disegno di Carlo Fontana e il secondo del Bernini. Matilde da Toscana fu la prima donna a essere seppellita nella basilica. Più avanti la cappella del Santissimo Sacramento cela dietro un cancello progettato dal Borromini uno dei pochi dipinti della basilica, la "Tavola della Trinità", di Pietro da Cortona. Passando nel transetto, sovrastato da due cupole minori del Vignola, si può vedere il Monumento funebre di Clemente XIII, opera del Canova del 1792, e alcuni mosaici del XVI secolo. Entrando nell'abside, si può ammirare la Cattedra di San Pietro, del Bernini, imponente costruzione di bronzo sorretta da quattro statue dei Dottori della Chiesa. Sopra, una finestra illumina lo spazio circostante, lasciando intravedere una colomba, simbolo dello Spirito Santo, le cui ali arrivano a 1,75 metri. Il Bernini terminò l'opera nel 1666, quando aveva quasi settant'anni. Lo straordinario gioco di luci, ombre e forme crea un capolavoro, la sintesi del genio del barocco romano. Affiancano la Cattedra di San Pietro i monumenti funebri di Urbano VIII e Paolo III, opere rispettivamente del Bernini (1647) e di Guglielmo della Porta (1577). Passando sull'altro lato della chiesa, si gira attorno al Baldacchino del Bernini, commissionato da Urbano VIII nel 1624. Esempio mirabile di stile barocco, domina la navata e l'altare, dal quale solo il Pontefice può celebrare la Messa. L'altare risale al pontificato di Clemente VIII (fine XVI secolo) ed è costituito da un marmo proveniente dal Foro di Nerva. Il Baldacchino fu realizzato con i bronzi del Pantheon e misura 29 metri di altezza. Le colonne tortili sono ornate dai simboli della famiglia Barberini (le api), la stessa famiglia di Urbano VIII. Sotto l'altare, la Confessione, di Carlo Maderno cela la tomba di San Pietro. Proseguendo lungo la navata centrale, si trova il monumento funebre di Alessandro VII, realizzato dal Bernini due anni prima della sua morte, che ritrae il Papa tra le figure della Verità, della Giustizia, della Prudenza e della Carità. Ritornando all'ingresso della basilica, si può ammirare il Monumento funebre di Leone XI, in marmo bianco, realizzato da Algardi (1644), e quello di Innocenzo VIII, che deriva dalla vecchia basilica, in quanto risale alla metà del XV secolo. C'è una curiosità nell'iscrizione funebre del monumento: c'è scritto che il Papa "visse" otto anni dieci mesi e venticinque giorni, anziché "regnò". La basilica è dominata dalla maestosa cupola.Il suo progetto mutò molte volte nel corso degli anni: il Bramante l'aveva immaginata molto più bassa a imitazione di quella del Pantheon. Michelangelo prima e Giacomo della Porta e Domenico Fontana poi ne aumentarono altezza e maestosità. All'interno, nei pennacchi sono raffigurati gli Evangelisti, mentre nella trabeazione è riportata l'iscrizione che cita le parole di Cristo quando fondò la Chiesa. Per salire alla cupola, occorre uscire dalla basilica (l'ingresso è sulla destra). A un primo livello si accede al ballatoio (anche in ascensore), mentre tramite una ulteriore scala di 330 gradini si arriva alla terrazza, che si erge a 120 metri alla base della Piazza. La vista è unica su Roma: si abbraccia con un solo sguardo i giardini Vaticani e tutta la città, oltre ad apprezzare il perfetto equilibrio e la sorprendente simmetria del colonnato del Bernini che costeggia Piazza San Pietro. Le Grotte Vaticane sono la parte sotterranea della basilica e vi si accede da uno dei pilastri che sostengono la cupola. Esse conservano le tombe dei papi e i resti dell'antica basilica, tra i quali un preziosissimo mosaico di Giotto ("Angelo della Navicella") del XIII secolo. 



    Orari apertura Roma San Pietro


    * Orario Basilica: 7.00-19.00 (Ottobre-Marzo 7.00-18.00);

    * Orario Cupola: 8.00-18.00 (Ottobre-Marzo 8.00-16.45);

    * Orario Tesoro: 9.00-18.00 (Ottobre-Marzo 9.00-17.00)

    * A pagamento il tesoro e la cupola 



    Come Raggiungere Roma San Pietro. Direzione San Pietro


    * Autobus n. 64, 49, 81, 492 - Tel: 06/6984466 - 06/6984866

    * Stazione metropolitana Linea A: Ottaviano


 
 

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